Il convivio degli dei

Sul monte Olimpo, nel bel mezzo di uno dei tanti interminabili banchetti, il gran padre Zeus, venutigli a noia Nettare e Ambrosia, il prelibatissimo cibo degli dei, chiese ai fratelli, ai suoi figli e a tutta l’olimpica stirpe di trovargli da mangiare qualcosa di veramente divino.
Il fratello, Poseidone, tornò dagli abissi con le acciughe, che tra gli uomini si usava conservare sotto sale.
Demetra, dea delle messi, gli donò una focaccia di grano morbida e calda proveniente dalle sterminate distese dorate dell’isola di Trinacria.
Asclepio, dio della salute, chiese alla figlia Panacea la più profumata delle sue erbe curative: la dea gli consegnò dell’origano.
La divina moglie Hera gli donò il prelibato frutto dell’animale a lei sacro, la vacca, ovvero una forma di formaggio.
Infine la figlia prediletta, la dea Atena, tornò dal mondo degli uomini con un’ampolla piena di un liquido denso, verde smeraldo, frutto della fatica degli uomini che raccoglievano e lavoravano i frutti del suo albero sacro : l’olivo.
“Con questo, padre, cospargerai tutti i cibi che hai ricevuto e li renderai divini come la nostra natura”
Fu così che nacque la prima muffuletta cunzata, ed è per questo che ogni volta che la mangiamo ci sentiamo così simili agli dei.

Unpopular opinion

I primi sono dei giocatori di football americano nel corso della protesta nonviolenta del #TakeAKnee : si mettono in ginocchio durante l’esecuzione dell’inno nazionale per protestare contro le violenze della polizia verso gli uomini di colore.
I secondi sono calciatori della nazionale turca durante un’esultanza. Fanno il saluto militare in appoggio alla campagna del regime di Erdogan nel Kurdistan siriano.
Si dirà, giustamente: sono due cause diverse, gli uni contro la violenza e gli altri a favore della guerra. Ed è vero.
Eppure entrambi i gesti, nel bene e nel male, sono atti politici. Gli stessi atti che i commentatori della foto dei turchi stigmatizzano, dicendo che la politica dovrebbe stare lontano dai campi di gioco, ponendo così in un unico calderone le due situazioni.
Non è la politica a dover stare lontano dai campi, anzi. Un fatto politico come il #TakeAKnee è servito a sensibilizzare l’opinione pubblica verso uno scopo nobile. Per quanto riguarda i turchi, ce ne faremo una ragione. La propaganda di guerra non è certo una invenzione odierna.

I rubli di Bibbiano

Da molti giorni vedo continuamente post condivisi da molti miei contatti su “Bibbiano”. Dalle condivisioni si evince che a Bibbiano (che scopro essere un piccolo comune in provincia di Reggio Emilia) alcuni soggetti in complicità col PD si siano messi a rubare bambini. Si lamenta il silenzio sulla faccenda dei grandi media e dei tg, insomma pare davvero una faccenda gravissima: se il PD si mette pure a rubare bambini la cosa è davvero molto grave. Dunque decido, come faccio sempre prima di lanciarmi in analisi su Facebook, di far decantare la notizia e di informarmi su fonti attendibili e certe per separare quelle che – vedremo – sono bufale e propaganda politica dal fatto di cronaca.
Mettiamo in fila un po’ di FATTI:
Cosa è successo: sono state arrestate delle persone, accusate a vario titolo. Un filone delle indagini, chiamiamolo amministrativo, indaga il sindaco PD della cittadina e altri funzionari, accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico (il reato per cui erano stati indagati, giusto per fare un esempio, Virginia Raggi e Chiara Appendino): semplificando, avrebbero aggiudicato alla onlus Hansel e Gretel (accusata nell’altro filone delle indagini) il servizio di psicoterapia senza fare una gara pubblica, creando così un danno patrimoniale all’ente.
L’altro filone riguarda presunti abusi sui bambini. E’ legato alla onlus Hansel e Gretel che, secondo l’accusa, manipolava i minori per garantire affidamenti a terzi, facendo emergere racconti di falsi abusi commessi dai genitori per allontanarli dalle famiglie. Psicologi, assistenti sociali e terapeuti effettuavano una sorta di lavaggio del cervello ai piccoli in modo da evocare abusi inesistenti e il conseguente allontanamento dalle famiglie.

Questi ad oggi sono i FATTI.

Fatti gravi, su cui è bene fare luce e fare giustizia. La magistratura lo farà certamente e in silenzio. Va ricordato comunque che si sta parlando delle carte dell’inchiesta. Ma in un sistema democratico una inchiesta non è una sentenza. Le sentenze si fanno in tribunale, quindi, al momento queste persone sono indagate e innocenti fino al terzo grado di giudizio. A chi non piace la cosa vada a vivere in Corea del Nord.
Ricordate Kevin Spacey? Una vita e una carriera rovinata da denunce e processi che – notizia recente – si sono risolte con un nulla di fatto. Stiamo attenti quindi ad esprimere giudizi, stiamo attenti a condannare sull’onda dell’indignazione perchè può capitare a tutti, non solo a Kevin Spacey, di aver la vita rovinata da un’accusa ingiusta.

In tutto questo, però, c’è un fattore in più: la politica.
La politica si è impossessata del fatto di cronaca. Perchè?
Perchè Di Maio parla del PD come del partito di Bibbiano (verrà probabilmente querelato e se non si avvarrà dell’immunità finirà in tribunale)?. Perchè Salvini parla continuamente di Bibbiano? Sarà pure un fatto di cronaca grave, ma in fin dei conti, ogni giorno ce ne sono tantissimi altri della medesima gravità: omicidi, violenze su donne, bambini sono – ahimè – all’ordine del giorno.
Perchè una galassia molto ampia di pagine Facebook ben precise e identificate, appartenti ad ambienti di estrema destra, sovraniste, complottare e bufalare, negli ultimi giorni martella i social diffondendo clamorose bufale su Bibbiano (fonti alla fine del post)?
Ve lo dico io: la DISTRAZIONE DI MASSA.
Lo scandalo della presunta maxitangente del Metropol che ha inguaiato Salvini si arricchisce sempre più di particolari? I 69 milioni della presunta mazzetta concordata da Savoini, che Salvini prima nega di conoscere per poi essere vergognosamente smentito da una marea di documenti video e foto, creano un problema al governo?
Cosa c’è di più semplice? Spostiamo il discorso su un fatto di cronaca che coinvolge bambini per scostare l’indignazione popolare. Se poi un’amministratore PD è in qualche modo coinvolto nella faccenda è perfetto: diventa l’orco molestatore nell’immaginario collettivo.
Concludo questo lungo post invitando i miei contatti a un uso di Facebook più consapevole: non siamo in un tribunale. I processi non si fanno su Facebook (dove tutti sono colpevoli fino a prova contraria), le notizie vanno verificate, analizzate, ponderate prima di essere condivise, perchè ci sono pagine, gruppi di potere, persone senza scrupoli che utilizzano la notizia falsa per guadagnare denaro, potere e fomentare odio verso dei bersagli ben stabiliti. Il tutto grazie agli allocchi che ci cascano continuamente.
Mala tempora currunt.

Fonti:

Scandalo affidi a Reggio Emilia, le intercettazioni choc: come manipolavano i bambini

A Bibbiano il sindaco e i suoi non erano orchi, ma nemmeno santi

Cosa c’entra il sindaco Pd di Bibbiano con i bambini portati via dalle famiglie

Bibbiano, i nomi dei ba****di

“Claudio Foti psicologo imbecille di Bibbiano legato al PD, terrorizzava i bambini”, ma è stato scarcerato

“Questa è F. B., la lesbica implicata nei fatti di Bibbiano. Voleva imporre un orientamento sessuale alla bimba”

“Bibbiano, gli affidi illeciti alle coppie gay e il silenzio della stampa radical chic”

Ogni uomo è un isolotto

Da ragazzo andavo spesso a Cala Rossa anche da solo. Bicicletta, maschera, coltellino e tovaglia e via! Subito in acqua per raggiungere l’isolotto con poche bracciate. A volte non c’era nessuno e mi sedevo in splendida solitudine. Solo io e la natura! Se il mare lo consentiva facevo il giro dell’isolotto sfruttando il marciapiede a vermeti che lo circonda per buona parte. Proprio a metà strada, dal lato opposto alla costa , c’è una piccola rientranza in cui il marciapiede sprofonda in un buco largo un metro e profondo forse altrettanto o di più. Mettevo la maschera e guardavo un vero e proprio ecosistema dentro al buco, un acquario naturale. C’era di tutto : granchi, ricci (sempre a cala rossa ho trovato il mio primo riccio regina, enorme, colorato, bellissimo ), oglio a mare, pomodori di mare, anemoni, piccoli pesciolini caduti dentro con un’ondata più forte delle altre. Il paradiso della biodiversità, a un passo da casa e gratis! Poi a un certo punto il marciapiede si interrompe e devi risalire verso la sommità dell’isolotto se non te la vuoi fare tutta a nuoto. Io salivo e mi fermavo in alto a osservare. Avevi il tempo di pensare, non arrivavano rumori lì, solo quello di fondo, rassicurante e ipnotico, del mare.
Poi un tuffo, due ricci aperti e mangiati all’istante e via verso la riva.
Lo facevo spesso, mi sembrava normale. Solo adesso capisco quanto fosse straordinario.

Wasp Noir

Dormivano tranquillamente, ignare che la morte si avvicinava in silenzio. La sera era tranquilla, la loro nuova casa accogliente e spaziosa. Sembrava che finalmente avessero trovato il luogo ideale per vivere felici, dopo tanto girovagare.
Gli assassini non la pensavano alla stessa maniera.
Penetrarono al buio e nel silenzio più assoluto, consapevoli che il minimo errore avrebbe compromesso irrimediabilmente la missione, che comunque poteva avere grossi rischi. Anche la morte.
Il piano era stato preparato nei minimi dettagli. L’attrezzatura e le armi erano pronte e testate. I killer sapevano che il piano aveva dei punti deboli, ma ormai era tardi e dovevano agire. Avevano scelto con cura l’ora dell’attacco, col buio, quando le loro vittime erano addormentate, stanche della lunga giornata appena trascorsa.
Piazzarono la scala per raggiungere la finestra posta tre metri più in alto. Uno dei due, l’uomo, salì con cautela. La donna rimase giù a far da palo e a controllare che tutto filasse liscio. La donna preparò una via di fuga, in caso qualcosa andasse storto.
L’uomo si avvicinò cautamente alla prima vittima ed estrasse l’arma: un potente veleno che avrebbe stordito nel sonno la preda, così da finirla poi rapidamente. Spruzzò. La prima preda cadde dal giaciglio e crollò giù. Paralizzata dal veleno che gli irritava tutte le parti del corpo, vide impotente e con orrore avvicinarsi l’assassino, che, rapido come un fulmine, colpì una, due, tre volte. Il killer trascinò via il cadavere e lo scaraventò dal terzo piano.
Intanto la donna individuò la seconda vittima con la torcia laser e fece cenno all’uomo che ripetè il suo macabro rituale di morte. Tuttavia lo spruzzo del veleno fece barcollare la seconda vittima ma non la stordì.
Cadde giù dal giaciglio e provò a scappare con tutte le sue forze, vide l’altro giaciglio vuoto e comprese subito che la sua compagna era stata assassinata. Fu il suo ultimo pensiero coerente.
L’assassino fu subito alle sue spalle e caló di nuovo il bastone.
Furono necessari più colpi.
E infine la morte li unì.

Vi abbiamo raccontato la storia della morte di due vespe giganti annidate in un angolo del terrazzino di casa nostra, con DDT e una scopa vecchia.

Tema

Un cassetto pieno di carte, una carpetta. Dentro, tanti fogli protocollo a righe e un odore antico di carta lasciata al buio e all’asciutto per tanti anni. Sono le brutte copie dei miei temi del liceo, che avevo conservato e dimenticato, e che oggi mi hanno offerto un piccolo viaggio nel passato. Nel leggerli, riflettevo su una considerazione: oggi i temi si fanno ancora? Come ha influito la tecnologia sullo svolgimento dei temi? I temi di oggi si possono fare su Wikipedia o necessitano di uno studio e di un ragionamento mentale che esula dal semplice copia e incolla?

Un esempio lo si può trovare in questo tema sul Romanticismo che dovrei aver fatto a 17 anni e che ricopio qui di seguito perchè mi piace molto.

L’enunciato di un critico letterario, la richiesta iniziale di sostenerne le tesi, la seconda richiesta di ribaltarne completamente gli assunti, confutandolo. Un tema da pazzi in cui si deve dire tutto e poi il contrario di tutto facendo apparire giuste entrambe le tesi. Ecco, oggi gli insegnanti lasciano più temi del genere, e gli studenti sanno farli?

Buona lettura

 

Quando le guerre antinapoleoniche terminarono con l’avvento della Restaurazione, il Romanticismo divenne l’ideologia dominante di un’epoca di tenebroso oscurantismo. La magica notte illuminata dalla luna della Restaurazione dell’assolutismo feudale fu l’epoca dell’oscurità più profonda.

(G. Lukacs)

Si discuta il sopra riportato giudizio attraverso opportuni riferimenti agli autori e alle tematiche trattate e si tenti nel contempo di confutarlo producendo argomentazioni nettamente antitetiche.

 


 

Il periodo storico in cui si formò l’ideologia romantica fu un momento ricco di tensioni, di avvenimenti, di passioni, Insomma si presenta con molteplici sfaccettature. Così come il suo periodo storico, l’ideologia romantica ci appare molto diversa nei suoi contenuti interni, nelle sue passioni, nel suo modo di vedere la vita. E questa diversità la si può cogliere individuando i paesi nei quali si sviluppò il Romanticismo: praticamente in tutta l’Europa. E’ ovvio dunque che non potremo parlare di un Romanticismo, ma di tanti Romanticismi che assunsero connotazioni diverse a seconda della nazione nella quale svilupparono i punti cardine del loro pensiero.

Effettivamente, come afferma il Lukacs, con la Restaurazione si aprì per l’Europa un periodo di triste oscurantismo, in quanto con il ritorno all’ancien règime e con il legittimismo dinastico (ovvero il ritorno delle dinastie che tenevano sotto scacco l’Europa dei popoli) si ritornò allo status quo in cui si trovava il vecchio continente prima della Rivoluzione francese, rigettando con essa la teoria dei lumi e in generale la possibilità sostenuta da Kant di pensare con la propria testa, ritornando così in un epoca di profonda repressione delle idee liberali che portarono ai moti del 20-21. Fu inoltre un ritorno in un mondo in cui, con la strumentalizzazione di alcune idee del cristianesimo, vi fu il rafforzamento del potere papale, del potere temporale del papa che imponeva una oppressiva visione teocratica del mondo e della vita.

Ed è soprattutto in Germania che si sviluppò questa concezione, con il movimento preromantico dello Sturm und Drang (Tempesta e Furore) che, con uno slancio di violente passioni, di attacchi furiosi, di uomini che, come ci dice in una famosa citazione il De Ruggiero, sono agitati da fermenti interiori violentissimi, vogliono travolgere tutto o essere travolti dal tutto, determinati, violenti in amore, ha caratterizzato il periodo preromantico tedesco. Anche con lo Sturm und Drang abbiamo delle componenti che ci riportano ad un assolutismo feudale: la ballata Lenore del Burger, per esempio, ci trasporta in quel mondo nordico, feudale, oscuro, descritto nell’opera. I maggiori sturmer furono Goethe, Schiller e Ludwig Van Beethoven che trasportò anche nella musica le passioni violente dell’uomo romantico.

In generale dunque si ritornò al barbaro ed arretrato Medioevo, tralasciando le componenti razionali e sensistiche dell’Illuminismo a favore di un mondo economicamente malandato, senza un mercato e senza una disposizione mentale al rischio, al capitale e al consumo, che praticamente non esistevano.

Un mondo in cui l’uomo era soggiogato ed atterrito dal senso del peccato e della dannazione divina, in quanto il θεός sovrastava l’ἄνθρωπος impedendogli di agire verso una ricerca mentale di nuove concezioni e di nuovi stimoli. Insomma col pensiero degli ideologi della Restaurazione (Burke, Chateaubriand, De Maistre), nonchè con la visione di J. Herder del volk e della fiaba (importante perchè poesia popolare); con la durissima repressione della Santa Alleanza tra Austria, Russia, Prussia, Inghilterra, che menomavano le tendenze libertarie e popolari del tempo, possiamo intendere il Romanticismo come ideologia dominante di un periodo storico tenebroso, oscuro, chiuso.

D’altronde, avendo il Romanticismo molteplici sfaccettature, questo è solo uno dei tanti aspetti dell’ideologia romantica, un aspetto che convalida la citazione del Lukacs in quanto ne mette in luce le componenti tenebrose e torbide che sfociarono poi nei Reden di Fichte, vero precursore della follia razzista del nazismo. Infatti egli predicava l’incontrastata superiorità della lingua tedesca sulle altre di “schiatta germanica”, sin dai primordi, ed era una superiorità che da linguistica divenne ben presto razziale nei vagheggiamenti di Adolf Hitler sulla purezza ariana.

Sarebbe troppo poco però delimitare il Romanticismo con questa visione che, a mio parere, è troppo pessimistica e che può essere confutata proponendo argomentazioni antitetiche valide come quelle esposte nello svolgimento della tesi di Lukacs.

Infatti, il Romanticismo si può interpretare anche come l’ideologia che supera l’arido e freddo meccanicismo illuministico, portatore di concetti che limitano l’uomo in un monotono ciclo di nascita, trasformazione e morte, sempre identico a se stesso: il Romanticismo supera questa visione, che non ammette componenti metafisiche e trascendenti, attraverso la filosofia dell’Idealismo, che sostanzialmente affermava che l’unica realtà è lo Spirito che, pensandosi ed esplicandosi, crea le forme finite (le cose in sè, l’uomo) in un cammino evolutivo attraverso un processo dialettico basato sulla contrapposizione di una tesi e di una antitesi che danno origine a una sintesi. Questo cammino avrà termine solo quando, come dice il Novalis, miracolo del miracolo, egli vedrà se stesso. Quindi l’Idealismo e il Romanticismo superano il fisico per arrivare al metafisico, fuggendo il reale come Hölderlin, il quale vagheggiava il mondo greco come luogo ideale e che pregava gli dei di quel mondo di tornare sulla Terra, ma in Germania, in quanto depositaria della cultura greca.

Questa fuga dal reale fa comprendere la rivalutazione del Medioevo, visto come un parziale rispecchiamento dello Spirito in quel cammino evolutivo che attraversa tutte le epoche.

Oltre che in Germania, il Romanticismo si diffuse anche negli altri paesi europei, dove acquisì connotazioni diverse: in Inghilterra si avevano i miti dell’eroe nordico, esposti dal Macpherson, e le componenti e i toni sepolcrali di una letteratura il cui massimo esponente fu il Gray; in Italia, che dopo la Restaurazione fu definita dal Metternich come semplice espressione geografica, si sentiva il bisogno di liberarsi da quella situazione, e così l’intellettuale diventò militante, generoso, disposto a morire per la propria patria e per la propria nazione, vista come individualità storica, una nazione sacra, che era la terra degli antenati, luogo delle tradizioni indissolubili di un popolo: la massima espressione di questi ideali si ha con la poetica di Ugo Foscolo.

Quindi, in fin dei conti, era un Romanticismo che odiava i dispotismi della Santa Alleanza, che dava molta importanza alla fantasia, componente che mai sino ad allora era stata considerata; era un Romanticismo che, in opposizione alla solarità illuministica, rivalutava la magica notte e la luna, non più viste miopemente come forze del male; era un Romanticismo in cui il poeta diventava vate, come lo definì Victor Hugo, ovvero il poeta che aveva la sacra missione di annunziare ai popoli gli ideali in comune di nazione; inoltre, come disse il Berchet, anche il poeta-mago: ovvero il pensiero che nella parola e nella poesia vi fossero gesti magici nascosti, ed il poeta era il mago che ne deteneva i mistici poteri: da questa corrente si sviluppò la figura del veggente di Arthur Rimbaud.

Infine, non penso sia l’ideologia dell’oscurantismo, ma una ideologia i cui rappresentanti consideravano come la rivincita della fantasia sulla fredda ragione, e volevano far uscire l’Europa dalla situazione di crisi che la Restaurazione aveva prodotto, facendo scaturire in ogni singolo uomo gli ideali, fino ad allora soppressi, di nazione, del piacere e del dovere, dell’appartenenza ad una comunità che difenda i valori della propria patria, simbolo sacro dell’unità dei popoli.

12 Secondi

Stai volando a 150 all’ora.
Hai circa 12 secondi,
gli ultimi della tua vita.
Forse il tempo si dilata,
tra il piano 400 e il ground zero.
E magari puoi pensare.
C’è tempo per pensare.
Che li hai sempre amati. 11
Che loro non sapranno. 10
Che la vita è una puttana. 9
Che in fondo hai vissuto. 8
Che in fondo avresti vissuto. 7
Che Dio se c’è non è qui. 6
Che tua madre già ti aspetta. 5
Che tua moglie già ti cerca. 4
Che tuo figlio già ti manca. 3
Che sei già puro pensiero. 2
Che sei già energia. 1
Che sei già vita.

(foto di R. Drew, the falling man. 11|09|2001)

Salvini e il piano B.

Premessa metodologica: questo mio personale e naturalmente opinabile tentativo di analisi della situazione politica si basa su fatti che sono facilmente riscontrabili da fonti terze. Le dichiarazioni dei politici, la cronologia, i profili dei protagonisti sono FATTI acclarati e non necessitano di dibattito. Le mie sensazioni su cosa sia successo e cosa accadrà naturalmente sì.

 

RIEPILOGHIAMO.
Marzo: Il 4 si vota. M5S prende il 32%, il centrodestra in coalizione il 37%, il centrosinistra il 22%. Con la legge elettorale in vigore (ma anche con quella proposta da M5S, una specie di proporzionale alla tedesca) per formare una maggioranza occorre cercare alleati in Parlamento. Quindi nessun vincitore chiaro. Il 23 Marzo si apre la legislatura. Il primo passo è eleggere i presidenti di Camera e Senato. Ce la fanno, dopo intese tra CDX e M5S, Fico e Casellati.

Aprile: Adesso tocca al Governo. Il Capo dello Stato, dopo 2 giri di consultazioni senza esito, chiede a Casellati di verificare se è possibile un’intesa tra M5S e CDX: tentativo fallito. La stessa cosa succede a fine mese con Fico che deve verificare una possibile maggioranza PD-M5S. Questi tentativi dimostrano come Mattarella abbia provato in tutti i modi a far pervenire a un’intesa i partiti in base alle varie maggioranze possibili.

Maggio: Il tentativo Lega-M5S. Dato che i partiti non si vogliono mettere d’accordo il Presidente Mattarella propone un governo “neutrale” per fare fronte alle importanti scadenze di bilancio: senza un governo in carica ad esempio, l’IVA passerebbe dal 22% al 25%. Tuttavia il 9 maggio Salvini e Di Maio chiedono al Presidente altro tempo per verificare un accordo M5S-Lega. Il presidente lo concede. Dal 9 al 18 maggio i due leader stilano il famoso “contratto”. Nel frattempo il 12 maggio Berlusconi viene “riabilitato” dal Tribunale di sorveglianza di Milano: cadono gli effetti della legge Severino e il Cavaliere torna candidabile. Il 21 M5S e Lega individuano un profilo esterno, un tecnico non candidato e misconosciuto, Giuseppe Conte, come possibile presidente del Consiglio.
Conte viene incaricato da Mattarella il 23, inizia un giro di mini consultazioni per stilare la lista dei ministri. Tuttavia già da qualche giorno i nomi filtrano: si parla di Salvini agli Interni, Di Maio al MISE, e di un economista, esterno ai partiti, un tecnico di lungo corso, non candidato: Paolo Savona al MEF. Mattarella chiede ai leader dei due partiti di proporre un nome alternativo (vedremo poi perchè), loro rifiutano e si impuntano (specialmente Salvini) su Savona. Il resto è storia di oggi: Conte sale al Quirinale e rimette l’incarico: l’affaire Savona è stato il grimaldello per far saltare tutto. Mattarella spiega le sue ragioni e convoca per oggi Carlo Cottarelli, già commissario alle spendig review. Il M5S esplode: chiede la messa in stato d’accusa per il Capo dello Stato, assieme a una ininfluente Giorgia Meloni. Stranamente Salvini, seppur “molto arrabbiato” non li segue su questo terreno.

MATTARELLA.
Sergio Mattarella è avvocato, è stato docente universitario di diritto costituzionale ed è stato autorevole membro della Corte Costituzionale, il massimo organismo decisionale in merito alla costituzionalità, appunto, di certe scelte.
Contestare Mattarella sulla Costituzione è come contestare Gualtiero Marchesi sulla cottura degli spaghetti o Cristiano Ronaldo in una partita di calcio. Mattarella conosce la Costituzione e gli ambiti entro i quali il presidente della Repubblica può muoversi. Dato che noi, io per primo, ma anche molti di voi, non siamo al livello della sua esperienza in materia non possiamo permetterci di sentenziare alcunchè.
Se ha fatto quel che ha fatto, è innanzitutto perchè lo poteva fare.
Il presidente, come abbiamo visto sopra, ha concesso tutto il tempo e tutte le condizioni per la formazione di un governo: ha ricercato diverse maggioranze e ha accordato alla fine un lungo periodo di tempo a Lega e M5S per formarne una. Ha accettato tutti i nomi proposti senza battere ciglio, a partire da Conte, ma ha effettuato la moral suasion sul nome del Ministro dell’Economia, sul quale non era d’accordo (vedremo perchè). Diciamo dunque che al 99% il “Governo del Cambiamento” aveva l’avallo del Capo dello Stato.

SAVONA.
Ma chi è questo Savona? E’ un signore di 82 anni che, se non si chiamasse Paolo Savona, grillini e leghisti definirebbero un membro dell’establishment o uno legato ai “poteri forti”. Economista, specializzato al MIT di Boston, direttore generale di Confindustria, banchiere, presidente di Impregilo, ministro nel governo Ciampi, vicepresidente dello Aspen Institute, tra le altre cose.
Non certamente il profilo di un “uomo del popolo”. Costui ha sviluppato nelle sue ricerche un piano per fare uscire l’Italia dall’euro, pubblicato nel 2015 dal titolo “Guida pratica per uscire dall’euro”.
Non ha mai dichiarato di non voler mettere in pratica questo piano in caso di nomina al MEF.
Da qui le preoccupazioni di Mattarella e la richiesta a Salvini e Di Maio di fare un altro nome, organico ai partiti, “un autorevole esponente della maggioranza”, a cui affidare le finanze degli italiani.

SALVINI.
Il capo della Lega invece si impunta sul nome di Savona. E’ irremovibile. Non si schioda da molti giorni da quel nome, minaccia di far cadere il governo su quel nome, avvisa che o si sceglie quel nome o si torna a votare. Quindi quel famoso 1% mancante di cui dicevamo sopra, l’ultima tessera del mosaico o del complicato puzzle che dura ormai da quasi tre mesi, diventa la chiave di volta su cui fare crollare tutto.
Ma se molti si chiedono perchè Mattarella non vuole Savona, perchè nessuno si chiede il motivo per cui Salvini vuole a tutti i costi Savona?
Le scappatoie per uscire dalla questione di puntiglio le aveva: Mattarella gli propone il suo braccio destro, Giorgetti, ma lui non vuole sentire altro. Cosa sarebbe cambiato in fondo? Le politiche economiche erano scritte comunque nel famoso “contratto”, i programmi erano più o meno lì, le linee guida erano state faticosamente definite. Uno come Giorgetti sarebbe stato l’ideale, in fondo è il suo alter ego.
Dunque le spiegazioni sono due: o Salvini aveva in mente di mettere Savona al MEF per realizzare le sue teorie di Italexit, in barba a quanto scritto nel contratto, a quanto detto nelle dichiarazioni sue e di Di Maio, a quanto promesso ai suoi elettori e a Mattarella; o Salvini si impunta perchè vuole tornare a votare.
O meglio, perchè ha sempre voluto tornare a votare.
Secondo me Salvini non vuole governare coi grillini, vuole fare saltare il banco per prendere in ottobre 7-8 punti in più, attestandosi coi sodali Meloni e Berlusconi – riabilitatissimo, candidabilissimo, eleggibilissimo – ben oltre il 40%, in modo da avere una maggioranza solida di centrodestra in entrambi i rami del parlamento e fare il presidente del consiglio di un governo che NON preveda Savona al MEF. Questo per molte ragioni: logistiche (Lega e CDX amministrano insieme da decenni regioni e comuni), economiche, politiche ed elettorali (sgonfiare il M5S e accoglierne i delusi di destra). Salvini è l’abile regista di un gioco in cui Di Maio e il M5S sono caduti in pieno, presi dalla smania di governare a tutti i costi.

DI MAIO.
Il vero sconfitto di tutto il gioco. Prima tutta la pantomima dei “forni”, poi voleva fare il presidente a tutti i costi (“nessun presidente al di fuori di Di Maio”) e ha inghiottito Conte, si è fatto mettere sotto da Salvini che viene visto come il vero dominus dell’alleanza anche dagli stessi grillini. Non viene seguito da Salvini nella sua ridicola richiesta di “impeachment”. Ha un elettorato che nella sua componente di sinistra è profondamente deluso dai contenuti razzisti e autoritari del “contratto” e che nella sua componente più a destra viene attirato dalle sirene salviniane. Oltre a quelli sinceramente delusi perchè nel contratto si promette il paese di Bengodi senza capire dove sono i soldi.
Gli rimane uno zoccolo duro di elettori (quelli che lo seguono sempre qualunque cosa egli faccia e dica, quelli che la colpa è sempre degli altri e mai un autocritica, quelli che “e allora il pd”, quelli che il vilipendio del Capo dello Stato) che comunque vedono più di buon occhio Alessandro Di Battista e le sue sparate rispetto a lui.

E ORA CHE SUCCEDE?
Non lo so. Probabilmente Cottarelli avrà un governo di minoranza per resettare l’aumento IVA e condurre il paese a elezioni in autunno. In questi mesi assisteremo, secondo me, a un ricompattarsi del centrodestra con Salvini “Premier” e Berlusconi candidato, ma assisteremo a uno scadimento verso il basso, molto in basso, dei toni e forse anche delle azioni, di una campagna elettorale che sicuramente sarà la più brutta nella storia repubblicana.

Sapere è potere

In una discussione mi è stato detto che la cultura non c’entra nulla con le problematiche della gente. Ci ho riflettuto un po’: il ragionamento è sempre quello di tremontiana memoria per cui “con la cultura non si mangia “.

I problemi della gente si presume siano sempre gli stessi da secoli : il lavoro, la salute, una generica ricerca della felicità, i soldi, solo per citarne alcuni. Dunque ci si chiede come c’entri la cultura in tutto questo. Come può un libro farti diventare ricco? Come può un quadro renderti felice? Cosa c’entra una biblioteca con la mancanza di lavoro? O con la salute? 


Certo a prima vista nulla, ma basterebbe pensare che il sapere e la conoscenza sono potere. Un potere democratico perché alla portata di tutti, non di pochi. Ed oltre ad arricchirti nello spirito, ad emanciparti nella mente, a essere una persona migliore, questo potere ti aiuta anche ad avere – ed ecco le problematiche della gente – successo, fama, denaro.

A me piace pensare che tutti i grandi uomini e donne, scienziati, nobel, artisti, capi di Stato, inventori, autori, che hanno avuto fama e successo nella vita abbiano trascorso la loro giovinezza tra i polverosi scaffali della biblioteca della loro città, cercando, mentre sfogliano Moby Dick o un Hemingway a caso, di dare alla luce l’idea che gli cambierà la vita.

Slainte, Terrasini!

Questa è la storia di una fede. Una storia di riconoscenza, in fondo una storia d’amore.
E’ cominciata 28 anni fa, quando l’Irlanda vincendo contro Malta si qualifica ai Mondiali di Italia 90. E’ allora che un giovanotto irlandese assieme ad altre decine di migliaia di abitanti dell’isola verde decide che, diavolo, si va in Italia a seguire la nazionale!
Sfortuna o fortuna volle che il sorteggio assegnò l’Irlanda al girone degli odiati inglesi, assieme alla fortissima Olanda di Van Basten, campione d’Europa in carica, e all’Egitto. Ma soprattutto che le partite si sarebbero tenute nel punto più estremo d’Europa: in Sardegna e Sicilia. Gli irlandesi stabilirono il loro ritiro a Terrasini, un piccolo paesino di pescatori che il nostro amico non aveva mai sentito nominare. Comunque, anche in capo al mondo avrebbe seguito i Boys in Green, non c’erano dubbi. E così, questo nostro ragazzone biondo che fa? Esce dalla sua casa di Dublino, prende la macchina e, senza Google Maps, Tom Tom o diavolerie varie, imbocca l’autostrada e si fa 3500 chilometri per arrivare a Terrasini e seguire i suoi idoli Bonner, Houghton, Aldrige, Cascarino e Jackie Charlton – non Bobby, non sbagliate sennò s’incazza – allenarsi al campo sportivo comunale.
In questi giorni, nelle notti magiche, impara ad amare questo paese: ama i suoi abitanti che gli insegnano le prime parole in italiano “vaffanculo inglesi”, ama la gente semplice che frequenta i bar del posto, ne assimila la posizione, si fa aiutare dai terrasinesi in un’avventura che lo porta anche a Cagliari per seguire i suoi campioni, dorme alla spiaggia della Praiola sotto l’unica luce delle stelle che è sempre uguale anche a Dublino, ma vuoi mettere il rumore della risacca?
Insomma, si innamora perdutamente di questo paese e dei suoi abitanti, e ci ripensa molto, durante il lungo viaggio di ritorno, dopo un ultimo “Slainte!” di birra al bar New York.
Oggi, 28 anni dopo, questo giovanotto sessantenne ha avuto il regalo di compleanno più bello della sua vita: rivivere i luoghi di quella straordinaria avventura: lo incontro, per caso, mentre guardo al Bar New York l’Inter vincere contro l’Hellas Verona. La prima cosa che mi dice è: “prima il bar non era qui, ma all’angolo!”. Incuriosito mi faccio raccontare come lo sapesse e mi svela tutto davanti a una birra ghiacciata, mi parla di come sua moglie e suo figlio, un tipico ragazzone d’Irlanda, laureato in storia e giocatore di rugby, lo hanno accompagnato in questo viaggio di ricerca, mi racconta dell’atmosfera ritrovata, dei luoghi, dell’animo sempre uguale dei terrasinesi che lo hanno invitato, casualità, alla “mangiata” degli schietti, facendolo sentire come uno di loro.
Parliamo molto, la partita è ormai dimenticata, lui vuole con insistenza che io traduca agli altri avventori quanto ha amato questo posto. Io sono contento che il signor Doyle a quasi 30 anni di distanza preservi questo ricordo di Terrasini e dei suoi abitanti e gli prometto di raccontare la sua storia. Ed è così, dopo un ultimo Slainte!, un abbraccio e un saluto, sono qui a raccontarvi che ci sono storie, magari piccole, che affratellano i popoli e li legano più della politica, degli affari o dei soldi. Sono quelle che seguono una passione.
Buona vacanza a Terrasini, Mr Doyle e vaffanculo inglesi!