The pursuit of happiness

La mia generazione ha amato l’America. Siamo cresciuti col mito dell’America. Abbiamo masticato le Brooklyn, abbiamo guardato praticamente solo film e telefilm americani, abbiamo visto Hazzard, Magnum P. I., Mork e Mindy, Starsky e Hutch, e tantissimi meravigliosi film che ci hanno fatto sognare, abbiamo visto ET, i Goonies, i Gremlins, i Ghostbusters, fatto a pugni con Rocky Balboa e volato con Tom Cruise su un F-14 Tomcat, esplorato le fogne di NY con le Tartarughe Ninja, conosciuto il Far West con Rin Tin Tin e i fumetti di Tex, vestito Denim e Wrangler, letto Hemingway e Whitman, fumato una sigaretta sognando di essere l’uomo Marlboro e poi abbiamo ascoltato musica meravigliosa di americani meravigliosi, dai Creedence, a Bob Dylan, a praticamente tutti i grandi successi degli anni ottanta.Siamo cresciuti col sogno americano appiccicato addosso, noi che l’America è lontana, dall’altra parte della Luna. La terra dove tutto è possibile, the land of opportunities, dove ogni uomo ha il diritto a “life, liberty and the pursuit of happiness”, vita, libertà e alla ricerca della felicità.Ho sempre trovato meravigliosa questa espressione della carta costituzionale americana : la ricerca della felicità, un concetto così poco istituzionale e giuridico, così tanto potente, creativo e filosofico.Siamo cresciuti qui, in Sicilia, a Terrasini, provando a essere americani senza l’America, perché l’America l’avevamo dentro e non importa se giravi con una Duna scassata per le strade di paese, se con la testa eri alla guida di una Mustang sulla Route 66, e non importa se litigavi su chi doveva fare l’indiano e chi il cowboy, quando giocavi con gli amici nella tua stanzetta o tra le trazzere polverose che ti sembravano la Monument Valley.Eri un americano e basta. Senza passaporto. Poi siamo cresciuti e abbiamo scoperto i George Floyd d’America. Abbiamo scoperto il male di essere americano, ci siamo chiesti se l’America che conoscevamo non era che una luminosa scenografia di un teatro di burattini, e quando è arrivato George Floyd a strappare il cielo di carta di questo teatrino, il male è entrato nella scena, come un soffio, come un respiro strozzato da una compressione forzata della trachea, come una scarica di una sedia elettrica, come lo stantuffo di una iniezione letale di cloruro di potassio, come il waterboarding che ti mozza il fiato, come uno sparo a Columbine, come quando non riesci più a respirare e dici I can’t breathe.Vorrei non avere mai incontrato George Floyd perché volevo essere americano senza l’America. Senza strappi. Alla ricerca della felicità. Ma George, Cristo, quanto avrei voluto che tu fossi vissuto nella mia America e non nella tua.

Dantedì

Oggi è il #dantedì la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri

Dante ancora oggi è attualissimo e probabilmente lo sarà anche fra tremila anni, il suo messaggio è universale perchè parla all’uomo, indaga l’animo umano nelle sue debolezze e nelle sue qualità, spronandoci a essere migliori.

Nel primo canto de l’Inferno, ad esempio, il poeta tentando di uscire dalla famosa “selva oscura” trova sbarrato il passo da tre belve: una lonza (una sorta di lince), un leone e una lupa. Le fiere, specie la lupa, spaventandolo, lo costringono ad arretrare nel buio della selva, ma in suo aiuto accorre Virgilio, il grande poeta latino, il quale gli spiega che per salvarsi la vita dovrà fare un altro percorso: la lupa infatti uccide chiunque incontri, insaziabile, fin quando verrà uccisa da un “veltro” (un cane da caccia), che porterà all’Italia la salvezza.

Detta così non significa niente vero?

Bene, proviamo a dare un significato, ad andare oltre al testo:

– la selva oscura rappresenta il buio della ragione.

– le tre fiere rappresentano la lussuria (lonza), cioè l’attaccamento ai beni terreni; la superbia (leone); e l’avarizia o la cupidigia (lupa), la più pericolosa di tutte.

– Virgilio è la ragione umana.

– il veltro (il cane da caccia) rappresenta la via che conduce alla salvezza dell’uomo e dell’Italia (quindi del mondo) perchè esso si ciba di ” sapïenza, amore e virtute”.

Adesso che sappiamo orientarci raccontiamola meglio:

Quando l’uomo si fa trasportare dalle passioni malsane perde la ragione ed è in balìa dei peggiori vizi. Siamo attaccati alle nostre cose in maniera malata, egoista; diventiamo superbi perchè ci sentiamo migliori degli altri, desideriamo sempre di più: potere, denaro, prestigio sociale, fama. Diventiamo corrotti e avidi. Perdiamo di vista i veri valori della vita.

Ma, nel momento più nero della nostra vita, c’è sempre la ragione che può tirarci fuori dai guai; c’è la ragione che può mostrarci il sentiero giusto da seguire. E la via da seguire passa attraverso la conoscenza e lo studio (sapere è potere), il rispetto delle regole e, naturalmente, l’amore. Amore per se stessi e per gli altri.

Solo così potremo salvare noi stessi, l’Italia, il mondo, dal triste destino verso cui siamo diretti.

Ed è così che, anche in tempi bui come questi, dobbiamo fare affidamento alla ragione, non lasciarci trasportare dalla paura, dalla rabbia, dall’avidità. Solo così saremo in grado di uscire dalla selva oscura dei giorni in cui stiamo vivendo e potremo finalmente uscir “a riveder le stelle”.

Buona lettura

«A te convien tenere altro viaggio,»

rispuose, poi che lagrimar mi vide,

«se vuo’ campar d’esto loco selvaggio;

 

ché questa bestia, per la qual tu gride,

non lascia altrui passar per la sua via,

ma tanto lo ’mpedisce che l’uccide;

 

e ha natura sì malvagia e ria,

che mai non empie la bramosa voglia,

e dopo ’l pasto ha più fame che pria.

 

Molti son li animali a cui s’ammoglia,

e più saranno ancora, infin che ’l veltro

verrà, che la farà morir con doglia.

 

Questi non ciberà terra né peltro,

ma sapïenza, amore e virtute,

e sua nazion sarà tra feltro e feltro.

 

Di quella umile Italia fia salute

per cui morì la vergine Cammilla,

Eurìalo e Turno e Niso di ferute.

 

Questi la caccerà per ogne villa,

fin che l’avrà rimessa ne lo ’nferno,

là onde invidia prima dipartilla.

 

 

Inferno, Canto I, 91-111

Hanno ammazzato Paolo. Paolo è vivo.

Hanno ammazzato Paolo. Paolo è vivo.
Hanno ammazzato Paolo ed è la cruda realtà. Perchè nessuno potrà mai restituircelo: nessun pentimento, nessun ricordo, nessun processo, nessuna fiaccolata, nessun linciaggio sui social o davanti le caserme, nessuna vendetta potrà mai farlo.
Ma Paolo è vivo.
Paolo è vivo nelle parole della madre, nella sua sete di giustizia ma non di vendetta, nella sua fame d’amore e non di odio, nella sua richiesta ai giovani di vivere una vita degna di questo nome.
Paolo è vivo nei suoi amici, quelli veri, quelli che all’odio e all’ignoranza preferiscono verità e giustizia, quelli che fanno fronte comune contro paura e omertà.
Paolo è vivo in tutti noi che siamo stati figli e che la sera uscivamo perchè la giovinezza è l’età spensierata, perchè c’è tempo per i problemi della vita ed è bello non avere alcun pensiero che non sia “dove ci vediamo stasera?”
Paolo è vivo in tutti noi che siamo genitori, lacerati dalla voglia di proteggere i figli dal male che c’è nel mondo e insieme dalla necessità di farli uscire dal nido perchè abbiano la libertà di vivere, amare, anche sbagliare.
Paolo NON VIVE però in una comunità omertosa, perchè dove c’è omertà e silenzio non c’è giustizia. Paolo vive in coloro che in questi giorni sono andati dalle forze dell’ordine a testimoniare il loro doloroso ricordo per dare il loro contributo di giustizia.
Paolo NON VIVE nella rabbia, nell’odio e nel desiderio di vendetta di alcuni secondo i quali la vera giustizia è quella dell’occhio per occhio, perché con occhio per occhio diventiamo tutti CIECHI. Paolo vive in chi ha fede nella giustizia giusta, quella per cui chi sbaglia paga e paga secondo le regole, e le regole sono universali, valgono per tutti, non poco per alcuni e troppo per altri.
Paolo NON VIVE nelle minacce da tastiera, negli sfogatoi on line e off line, negli insulti inutili e vuoti che alimentano solo un odio fine a se stesso. Paolo vive nelle parole laiche e cristiane dei familiari che perdonano ma pretendono certezza della pena : concetti altissimi che, detti in momenti di profondo dolore, denotano una nobiltà d’animo veramente fuori dal comune.
Paolo NON VIVE in chi esce la sera col coltello in tasca, che sia per esibizionismo o per farne uso. Vive in chi la sera esce con un fiore per la fidanzata o con una bottiglia da dividere con gli amici. Non vive nel branco perché il branco non ragiona ma attacca con istinto e crudeltà animaleschi, vive nelle comitive perché sa che c’è sempre un amico di cui fidarsi che ti protegge, ti rimprovera se sbagli e ti porta via.
Paolo NON VIVE in chi punta il dito in cerca di responsabilità, perché se la responsabilità è personale, le colpe di queste violenze vanno divise e tutti ne portiamo un pezzetto, ognuno per la nostra parte, ognuno per quello che ha fatto o per quello che non ha fatto : pochi controlli di polizia, alcool facile per tutti, famiglie che lasciano i figli allo sbando, scuole, atteggiamenti, culti della personalità, mode e modelli sbagliati. Ma Paolo vive nell’esempio che dobbiamo dare noi stessi alla società, perché se la colpa è di tutti, alla fine non è colpa di nessuno.

Essere genitori, figli, amici, uomini e donne che, attraverso comportamenti, fatti, esempi, migliorano la società e in primo luogo noi stessi, con la speranza che la lezione di Paolo non sia vana, perché in tutto questo, anche se hanno ammazzato Paolo, Paolo è vivo.

Il convivio degli dei

Sul monte Olimpo, nel bel mezzo di uno dei tanti interminabili banchetti, il gran padre Zeus, venutigli a noia Nettare e Ambrosia, il prelibatissimo cibo degli dei, chiese ai fratelli, ai suoi figli e a tutta l’olimpica stirpe di trovargli da mangiare qualcosa di veramente divino.
Il fratello, Poseidone, tornò dagli abissi con le acciughe, che tra gli uomini si usava conservare sotto sale.
Demetra, dea delle messi, gli donò una focaccia di grano morbida e calda proveniente dalle sterminate distese dorate dell’isola di Trinacria.
Asclepio, dio della salute, chiese alla figlia Panacea la più profumata delle sue erbe curative: la dea gli consegnò dell’origano.
La divina moglie Hera gli donò il prelibato frutto dell’animale a lei sacro, la vacca, ovvero una forma di formaggio.
Infine la figlia prediletta, la dea Atena, tornò dal mondo degli uomini con un’ampolla piena di un liquido denso, verde smeraldo, frutto della fatica degli uomini che raccoglievano e lavoravano i frutti del suo albero sacro : l’olivo.
“Con questo, padre, cospargerai tutti i cibi che hai ricevuto e li renderai divini come la nostra natura”
Fu così che nacque la prima muffuletta cunzata, ed è per questo che ogni volta che la mangiamo ci sentiamo così simili agli dei.

Unpopular opinion

I primi sono dei giocatori di football americano nel corso della protesta nonviolenta del #TakeAKnee : si mettono in ginocchio durante l’esecuzione dell’inno nazionale per protestare contro le violenze della polizia verso gli uomini di colore.
I secondi sono calciatori della nazionale turca durante un’esultanza. Fanno il saluto militare in appoggio alla campagna del regime di Erdogan nel Kurdistan siriano.
Si dirà, giustamente: sono due cause diverse, gli uni contro la violenza e gli altri a favore della guerra. Ed è vero.
Eppure entrambi i gesti, nel bene e nel male, sono atti politici. Gli stessi atti che i commentatori della foto dei turchi stigmatizzano, dicendo che la politica dovrebbe stare lontano dai campi di gioco, ponendo così in un unico calderone le due situazioni.
Non è la politica a dover stare lontano dai campi, anzi. Un fatto politico come il #TakeAKnee è servito a sensibilizzare l’opinione pubblica verso uno scopo nobile. Per quanto riguarda i turchi, ce ne faremo una ragione. La propaganda di guerra non è certo una invenzione odierna.

I rubli di Bibbiano

Da molti giorni vedo continuamente post condivisi da molti miei contatti su “Bibbiano”. Dalle condivisioni si evince che a Bibbiano (che scopro essere un piccolo comune in provincia di Reggio Emilia) alcuni soggetti in complicità col PD si siano messi a rubare bambini. Si lamenta il silenzio sulla faccenda dei grandi media e dei tg, insomma pare davvero una faccenda gravissima: se il PD si mette pure a rubare bambini la cosa è davvero molto grave. Dunque decido, come faccio sempre prima di lanciarmi in analisi su Facebook, di far decantare la notizia e di informarmi su fonti attendibili e certe per separare quelle che – vedremo – sono bufale e propaganda politica dal fatto di cronaca.
Mettiamo in fila un po’ di FATTI:
Cosa è successo: sono state arrestate delle persone, accusate a vario titolo. Un filone delle indagini, chiamiamolo amministrativo, indaga il sindaco PD della cittadina e altri funzionari, accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico (il reato per cui erano stati indagati, giusto per fare un esempio, Virginia Raggi e Chiara Appendino): semplificando, avrebbero aggiudicato alla onlus Hansel e Gretel (accusata nell’altro filone delle indagini) il servizio di psicoterapia senza fare una gara pubblica, creando così un danno patrimoniale all’ente.
L’altro filone riguarda presunti abusi sui bambini. E’ legato alla onlus Hansel e Gretel che, secondo l’accusa, manipolava i minori per garantire affidamenti a terzi, facendo emergere racconti di falsi abusi commessi dai genitori per allontanarli dalle famiglie. Psicologi, assistenti sociali e terapeuti effettuavano una sorta di lavaggio del cervello ai piccoli in modo da evocare abusi inesistenti e il conseguente allontanamento dalle famiglie.

Questi ad oggi sono i FATTI.

Fatti gravi, su cui è bene fare luce e fare giustizia. La magistratura lo farà certamente e in silenzio. Va ricordato comunque che si sta parlando delle carte dell’inchiesta. Ma in un sistema democratico una inchiesta non è una sentenza. Le sentenze si fanno in tribunale, quindi, al momento queste persone sono indagate e innocenti fino al terzo grado di giudizio. A chi non piace la cosa vada a vivere in Corea del Nord.
Ricordate Kevin Spacey? Una vita e una carriera rovinata da denunce e processi che – notizia recente – si sono risolte con un nulla di fatto. Stiamo attenti quindi ad esprimere giudizi, stiamo attenti a condannare sull’onda dell’indignazione perchè può capitare a tutti, non solo a Kevin Spacey, di aver la vita rovinata da un’accusa ingiusta.

In tutto questo, però, c’è un fattore in più: la politica.
La politica si è impossessata del fatto di cronaca. Perchè?
Perchè Di Maio parla del PD come del partito di Bibbiano (verrà probabilmente querelato e se non si avvarrà dell’immunità finirà in tribunale)?. Perchè Salvini parla continuamente di Bibbiano? Sarà pure un fatto di cronaca grave, ma in fin dei conti, ogni giorno ce ne sono tantissimi altri della medesima gravità: omicidi, violenze su donne, bambini sono – ahimè – all’ordine del giorno.
Perchè una galassia molto ampia di pagine Facebook ben precise e identificate, appartenti ad ambienti di estrema destra, sovraniste, complottare e bufalare, negli ultimi giorni martella i social diffondendo clamorose bufale su Bibbiano (fonti alla fine del post)?
Ve lo dico io: la DISTRAZIONE DI MASSA.
Lo scandalo della presunta maxitangente del Metropol che ha inguaiato Salvini si arricchisce sempre più di particolari? I 69 milioni della presunta mazzetta concordata da Savoini, che Salvini prima nega di conoscere per poi essere vergognosamente smentito da una marea di documenti video e foto, creano un problema al governo?
Cosa c’è di più semplice? Spostiamo il discorso su un fatto di cronaca che coinvolge bambini per scostare l’indignazione popolare. Se poi un’amministratore PD è in qualche modo coinvolto nella faccenda è perfetto: diventa l’orco molestatore nell’immaginario collettivo.
Concludo questo lungo post invitando i miei contatti a un uso di Facebook più consapevole: non siamo in un tribunale. I processi non si fanno su Facebook (dove tutti sono colpevoli fino a prova contraria), le notizie vanno verificate, analizzate, ponderate prima di essere condivise, perchè ci sono pagine, gruppi di potere, persone senza scrupoli che utilizzano la notizia falsa per guadagnare denaro, potere e fomentare odio verso dei bersagli ben stabiliti. Il tutto grazie agli allocchi che ci cascano continuamente.
Mala tempora currunt.

Fonti:

Scandalo affidi a Reggio Emilia, le intercettazioni choc: come manipolavano i bambini

A Bibbiano il sindaco e i suoi non erano orchi, ma nemmeno santi

Cosa c’entra il sindaco Pd di Bibbiano con i bambini portati via dalle famiglie

Bibbiano, i nomi dei ba****di

“Claudio Foti psicologo imbecille di Bibbiano legato al PD, terrorizzava i bambini”, ma è stato scarcerato

“Questa è F. B., la lesbica implicata nei fatti di Bibbiano. Voleva imporre un orientamento sessuale alla bimba”

“Bibbiano, gli affidi illeciti alle coppie gay e il silenzio della stampa radical chic”

Ogni uomo è un isolotto

Da ragazzo andavo spesso a Cala Rossa anche da solo. Bicicletta, maschera, coltellino e tovaglia e via! Subito in acqua per raggiungere l’isolotto con poche bracciate. A volte non c’era nessuno e mi sedevo in splendida solitudine. Solo io e la natura! Se il mare lo consentiva facevo il giro dell’isolotto sfruttando il marciapiede a vermeti che lo circonda per buona parte. Proprio a metà strada, dal lato opposto alla costa , c’è una piccola rientranza in cui il marciapiede sprofonda in un buco largo un metro e profondo forse altrettanto o di più. Mettevo la maschera e guardavo un vero e proprio ecosistema dentro al buco, un acquario naturale. C’era di tutto : granchi, ricci (sempre a cala rossa ho trovato il mio primo riccio regina, enorme, colorato, bellissimo ), oglio a mare, pomodori di mare, anemoni, piccoli pesciolini caduti dentro con un’ondata più forte delle altre. Il paradiso della biodiversità, a un passo da casa e gratis! Poi a un certo punto il marciapiede si interrompe e devi risalire verso la sommità dell’isolotto se non te la vuoi fare tutta a nuoto. Io salivo e mi fermavo in alto a osservare. Avevi il tempo di pensare, non arrivavano rumori lì, solo quello di fondo, rassicurante e ipnotico, del mare.
Poi un tuffo, due ricci aperti e mangiati all’istante e via verso la riva.
Lo facevo spesso, mi sembrava normale. Solo adesso capisco quanto fosse straordinario.

Wasp Noir

Dormivano tranquillamente, ignare che la morte si avvicinava in silenzio. La sera era tranquilla, la loro nuova casa accogliente e spaziosa. Sembrava che finalmente avessero trovato il luogo ideale per vivere felici, dopo tanto girovagare.
Gli assassini non la pensavano alla stessa maniera.
Penetrarono al buio e nel silenzio più assoluto, consapevoli che il minimo errore avrebbe compromesso irrimediabilmente la missione, che comunque poteva avere grossi rischi. Anche la morte.
Il piano era stato preparato nei minimi dettagli. L’attrezzatura e le armi erano pronte e testate. I killer sapevano che il piano aveva dei punti deboli, ma ormai era tardi e dovevano agire. Avevano scelto con cura l’ora dell’attacco, col buio, quando le loro vittime erano addormentate, stanche della lunga giornata appena trascorsa.
Piazzarono la scala per raggiungere la finestra posta tre metri più in alto. Uno dei due, l’uomo, salì con cautela. La donna rimase giù a far da palo e a controllare che tutto filasse liscio. La donna preparò una via di fuga, in caso qualcosa andasse storto.
L’uomo si avvicinò cautamente alla prima vittima ed estrasse l’arma: un potente veleno che avrebbe stordito nel sonno la preda, così da finirla poi rapidamente. Spruzzò. La prima preda cadde dal giaciglio e crollò giù. Paralizzata dal veleno che gli irritava tutte le parti del corpo, vide impotente e con orrore avvicinarsi l’assassino, che, rapido come un fulmine, colpì una, due, tre volte. Il killer trascinò via il cadavere e lo scaraventò dal terzo piano.
Intanto la donna individuò la seconda vittima con la torcia laser e fece cenno all’uomo che ripetè il suo macabro rituale di morte. Tuttavia lo spruzzo del veleno fece barcollare la seconda vittima ma non la stordì.
Cadde giù dal giaciglio e provò a scappare con tutte le sue forze, vide l’altro giaciglio vuoto e comprese subito che la sua compagna era stata assassinata. Fu il suo ultimo pensiero coerente.
L’assassino fu subito alle sue spalle e caló di nuovo il bastone.
Furono necessari più colpi.
E infine la morte li unì.

Vi abbiamo raccontato la storia della morte di due vespe giganti annidate in un angolo del terrazzino di casa nostra, con DDT e una scopa vecchia.

Tema

Un cassetto pieno di carte, una carpetta. Dentro, tanti fogli protocollo a righe e un odore antico di carta lasciata al buio e all’asciutto per tanti anni. Sono le brutte copie dei miei temi del liceo, che avevo conservato e dimenticato, e che oggi mi hanno offerto un piccolo viaggio nel passato. Nel leggerli, riflettevo su una considerazione: oggi i temi si fanno ancora? Come ha influito la tecnologia sullo svolgimento dei temi? I temi di oggi si possono fare su Wikipedia o necessitano di uno studio e di un ragionamento mentale che esula dal semplice copia e incolla?

Un esempio lo si può trovare in questo tema sul Romanticismo che dovrei aver fatto a 17 anni e che ricopio qui di seguito perchè mi piace molto.

L’enunciato di un critico letterario, la richiesta iniziale di sostenerne le tesi, la seconda richiesta di ribaltarne completamente gli assunti, confutandolo. Un tema da pazzi in cui si deve dire tutto e poi il contrario di tutto facendo apparire giuste entrambe le tesi. Ecco, oggi gli insegnanti lasciano più temi del genere, e gli studenti sanno farli?

Buona lettura

 

Quando le guerre antinapoleoniche terminarono con l’avvento della Restaurazione, il Romanticismo divenne l’ideologia dominante di un’epoca di tenebroso oscurantismo. La magica notte illuminata dalla luna della Restaurazione dell’assolutismo feudale fu l’epoca dell’oscurità più profonda.

(G. Lukacs)

Si discuta il sopra riportato giudizio attraverso opportuni riferimenti agli autori e alle tematiche trattate e si tenti nel contempo di confutarlo producendo argomentazioni nettamente antitetiche.

 


 

Il periodo storico in cui si formò l’ideologia romantica fu un momento ricco di tensioni, di avvenimenti, di passioni, Insomma si presenta con molteplici sfaccettature. Così come il suo periodo storico, l’ideologia romantica ci appare molto diversa nei suoi contenuti interni, nelle sue passioni, nel suo modo di vedere la vita. E questa diversità la si può cogliere individuando i paesi nei quali si sviluppò il Romanticismo: praticamente in tutta l’Europa. E’ ovvio dunque che non potremo parlare di un Romanticismo, ma di tanti Romanticismi che assunsero connotazioni diverse a seconda della nazione nella quale svilupparono i punti cardine del loro pensiero.

Effettivamente, come afferma il Lukacs, con la Restaurazione si aprì per l’Europa un periodo di triste oscurantismo, in quanto con il ritorno all’ancien règime e con il legittimismo dinastico (ovvero il ritorno delle dinastie che tenevano sotto scacco l’Europa dei popoli) si ritornò allo status quo in cui si trovava il vecchio continente prima della Rivoluzione francese, rigettando con essa la teoria dei lumi e in generale la possibilità sostenuta da Kant di pensare con la propria testa, ritornando così in un epoca di profonda repressione delle idee liberali che portarono ai moti del 20-21. Fu inoltre un ritorno in un mondo in cui, con la strumentalizzazione di alcune idee del cristianesimo, vi fu il rafforzamento del potere papale, del potere temporale del papa che imponeva una oppressiva visione teocratica del mondo e della vita.

Ed è soprattutto in Germania che si sviluppò questa concezione, con il movimento preromantico dello Sturm und Drang (Tempesta e Furore) che, con uno slancio di violente passioni, di attacchi furiosi, di uomini che, come ci dice in una famosa citazione il De Ruggiero, sono agitati da fermenti interiori violentissimi, vogliono travolgere tutto o essere travolti dal tutto, determinati, violenti in amore, ha caratterizzato il periodo preromantico tedesco. Anche con lo Sturm und Drang abbiamo delle componenti che ci riportano ad un assolutismo feudale: la ballata Lenore del Burger, per esempio, ci trasporta in quel mondo nordico, feudale, oscuro, descritto nell’opera. I maggiori sturmer furono Goethe, Schiller e Ludwig Van Beethoven che trasportò anche nella musica le passioni violente dell’uomo romantico.

In generale dunque si ritornò al barbaro ed arretrato Medioevo, tralasciando le componenti razionali e sensistiche dell’Illuminismo a favore di un mondo economicamente malandato, senza un mercato e senza una disposizione mentale al rischio, al capitale e al consumo, che praticamente non esistevano.

Un mondo in cui l’uomo era soggiogato ed atterrito dal senso del peccato e della dannazione divina, in quanto il θεός sovrastava l’ἄνθρωπος impedendogli di agire verso una ricerca mentale di nuove concezioni e di nuovi stimoli. Insomma col pensiero degli ideologi della Restaurazione (Burke, Chateaubriand, De Maistre), nonchè con la visione di J. Herder del volk e della fiaba (importante perchè poesia popolare); con la durissima repressione della Santa Alleanza tra Austria, Russia, Prussia, Inghilterra, che menomavano le tendenze libertarie e popolari del tempo, possiamo intendere il Romanticismo come ideologia dominante di un periodo storico tenebroso, oscuro, chiuso.

D’altronde, avendo il Romanticismo molteplici sfaccettature, questo è solo uno dei tanti aspetti dell’ideologia romantica, un aspetto che convalida la citazione del Lukacs in quanto ne mette in luce le componenti tenebrose e torbide che sfociarono poi nei Reden di Fichte, vero precursore della follia razzista del nazismo. Infatti egli predicava l’incontrastata superiorità della lingua tedesca sulle altre di “schiatta germanica”, sin dai primordi, ed era una superiorità che da linguistica divenne ben presto razziale nei vagheggiamenti di Adolf Hitler sulla purezza ariana.

Sarebbe troppo poco però delimitare il Romanticismo con questa visione che, a mio parere, è troppo pessimistica e che può essere confutata proponendo argomentazioni antitetiche valide come quelle esposte nello svolgimento della tesi di Lukacs.

Infatti, il Romanticismo si può interpretare anche come l’ideologia che supera l’arido e freddo meccanicismo illuministico, portatore di concetti che limitano l’uomo in un monotono ciclo di nascita, trasformazione e morte, sempre identico a se stesso: il Romanticismo supera questa visione, che non ammette componenti metafisiche e trascendenti, attraverso la filosofia dell’Idealismo, che sostanzialmente affermava che l’unica realtà è lo Spirito che, pensandosi ed esplicandosi, crea le forme finite (le cose in sè, l’uomo) in un cammino evolutivo attraverso un processo dialettico basato sulla contrapposizione di una tesi e di una antitesi che danno origine a una sintesi. Questo cammino avrà termine solo quando, come dice il Novalis, miracolo del miracolo, egli vedrà se stesso. Quindi l’Idealismo e il Romanticismo superano il fisico per arrivare al metafisico, fuggendo il reale come Hölderlin, il quale vagheggiava il mondo greco come luogo ideale e che pregava gli dei di quel mondo di tornare sulla Terra, ma in Germania, in quanto depositaria della cultura greca.

Questa fuga dal reale fa comprendere la rivalutazione del Medioevo, visto come un parziale rispecchiamento dello Spirito in quel cammino evolutivo che attraversa tutte le epoche.

Oltre che in Germania, il Romanticismo si diffuse anche negli altri paesi europei, dove acquisì connotazioni diverse: in Inghilterra si avevano i miti dell’eroe nordico, esposti dal Macpherson, e le componenti e i toni sepolcrali di una letteratura il cui massimo esponente fu il Gray; in Italia, che dopo la Restaurazione fu definita dal Metternich come semplice espressione geografica, si sentiva il bisogno di liberarsi da quella situazione, e così l’intellettuale diventò militante, generoso, disposto a morire per la propria patria e per la propria nazione, vista come individualità storica, una nazione sacra, che era la terra degli antenati, luogo delle tradizioni indissolubili di un popolo: la massima espressione di questi ideali si ha con la poetica di Ugo Foscolo.

Quindi, in fin dei conti, era un Romanticismo che odiava i dispotismi della Santa Alleanza, che dava molta importanza alla fantasia, componente che mai sino ad allora era stata considerata; era un Romanticismo che, in opposizione alla solarità illuministica, rivalutava la magica notte e la luna, non più viste miopemente come forze del male; era un Romanticismo in cui il poeta diventava vate, come lo definì Victor Hugo, ovvero il poeta che aveva la sacra missione di annunziare ai popoli gli ideali in comune di nazione; inoltre, come disse il Berchet, anche il poeta-mago: ovvero il pensiero che nella parola e nella poesia vi fossero gesti magici nascosti, ed il poeta era il mago che ne deteneva i mistici poteri: da questa corrente si sviluppò la figura del veggente di Arthur Rimbaud.

Infine, non penso sia l’ideologia dell’oscurantismo, ma una ideologia i cui rappresentanti consideravano come la rivincita della fantasia sulla fredda ragione, e volevano far uscire l’Europa dalla situazione di crisi che la Restaurazione aveva prodotto, facendo scaturire in ogni singolo uomo gli ideali, fino ad allora soppressi, di nazione, del piacere e del dovere, dell’appartenenza ad una comunità che difenda i valori della propria patria, simbolo sacro dell’unità dei popoli.

12 Secondi

Stai volando a 150 all’ora.
Hai circa 12 secondi,
gli ultimi della tua vita.
Forse il tempo si dilata,
tra il piano 400 e il ground zero.
E magari puoi pensare.
C’è tempo per pensare.
Che li hai sempre amati. 11
Che loro non sapranno. 10
Che la vita è una puttana. 9
Che in fondo hai vissuto. 8
Che in fondo avresti vissuto. 7
Che Dio se c’è non è qui. 6
Che tua madre già ti aspetta. 5
Che tua moglie già ti cerca. 4
Che tuo figlio già ti manca. 3
Che sei già puro pensiero. 2
Che sei già energia. 1
Che sei già vita.

(foto di R. Drew, the falling man. 11|09|2001)